Club Alpino Italiano - Sezione di Pescara - Monte Amaro da Fara S. Martino - 17 e 18 Agosto 2007
Home arrow Relazioni arrow Monte Amaro da Fara S. Martino - 17 e 18 Agosto 2007
Monte Amaro da Fara S. Martino - 17 e 18 Agosto 2007 PDF Stampa
mercoledì 05 settembre 2007

Certamente il Vallone di Fara S. Martino è uno dei luoghi più affascinanti della Majella.

Cima_della_stretta_(5)bw.jpg

Già arrivandoci dalla strada che proviene da Guardiagrele, all'altezza del bivio per Casoli, appare entusiasmante e terrificante insieme, con la sua fenditura che sembra il cratere di un enorme vulcano e le pareti che si ergono subito per più di mille metri dalla pianura ! Si desidera immediatamente di salire a Civitella Messer Raimondo, da dove si gode di un panorama che spazia fino alla Cima dell'Altare !


P5120031.jpg

Il Vallone presenta subito un'infinita varietà di ambienti, a partire dall'abitato di Fara: sono spettacolari le Gole di S. Martino, in cui le enormi pareti si discostano solo per la lunghezza di due braccia; spettacolare è il Vallone del Fossato, prospiciente i pastifici, inforrato e scuro tra le pareti rocciose altissime; bellissima la zona delle sorgenti del fiume Verde, le cui acque sono di un colore che ha dell'incredibile.

DSCF2765.jpg P5120014.jpg

A parte la bellezza dei luoghi nelle immediate vicinanze dell'abitato, che già di per sé merita una visita apposita, l'escursione che da qui porta al Monte Amaro regala una quantità di meraviglie e paesaggi diversi, tutti contigui e concentrati nei 14 km del suo sviluppo, che è sicuramente tra le più straordinarie dell'Abruzzo.

cima_della_stretta__23.jpg

Tale varietà è dovuta certamente al notevole sviluppo verticale del percorso, che dai 460 mt. delle gole giunge sino ai 2795 della cima del Monte Amaro, sviluppo che costituisce la premessa per situazioni climatiche assai diverse; a loro volta i vari climi e terreni costituiscono l'habitat per molteplici specie vegetali ed animali. L'escursionista che dura la fatica di un dislivello davvero himalayano (oltre 2300 mt.) è dunque compensato dei suoi sforzi con uno spettacolo che ha pochi eguali.

cima_della_stretta__26c.jpg cima_della_stretta__115.jpg

Il Vallone di Fara si divide in tre tratti. Il primo va sotto il nome di Vallone di S. Spirito. È la parte più stretta, che va dalle gole fino alla cosiddetta Bocca dei Valloni. La sua parte iniziale oggi è impegnata dalle macchine che eseguivano le opere di scavo e restauro del Monastero di S. Martino in Valle, i cui resti sono visibili parzialmente, che era stato progressivamente ricoperto dai detriti trasportati dalle acque. (Da diverso tempo le macchine sono però inattive, né si vede personale in prossimità: i lavori sembrano essere stati abbandonati e le macchine lasciate sul posto insieme alle impalcature).

P8170071.jpg Cima_della_stretta (106)c.jpg

In questo tratto, le pareti altissime articolano di volta in volta spazi enormi a formare grandi sale naturali, talora di forma ampia e tondeggiante, talaltra tortuosa e ad esse.

DSC_0005.jpg DSC_0001.jpg
P8170077.jpg P8170072.jpg

Due fontane sono attive e consentono di limitare le scorte di acqua necessaria: una quasi all'inizio, appena superato lo scavo, una seconda appena dopo la stretta a forma di esse, oltre la metà del tragitto. Una terza - alla fine del tratto - nell'area picnic della Bocca dei Valloni purtroppo è secca.

DSC03922.jpg DSC03924.jpg

Dall'area picnic parte il secondo tratto, che prende il nome di Valle di Macchia Lunga. È un tratto dalla pendenza un poco aumentata, caratterizzato da una bellissima faggeta, che, tra zone più fitte e qualche radura, guadagna quota e conduce alla quarta ed ultima fontana, in un luogo detto "il Milazzo". Il luogo è sovrastato da una parete - che ospita un omonimo ricovero pastorale - aggirando la quale è possibile raggiungere la Grotta dei Porci.

P8170079c.jpg P8170080.jpg

Qui la faggeta sembra terminare ed essere sostituita dalla mugheta e dai ginepri: in realtà essa prosegue ancora per un po' risalendo le pendici dei monti e creando radure più ampie sino ad una località detta Sala del Monaco, da cui si parte anche il sentiero che, tagliando il pendio alla nostra destra (sinistra orografica), conduce al Piano della Casa.

2006_1001image0122c.jpg

Nella Sala del Monaco si trova un grosso Masso Erratico, che reca diverse iscrizioni con date, e che rimanda al ruolo ed all'importanza del Monastero di S. Martino in Valle

DSC03925.jpg DSC03932c.jpg

Ormai il bosco sta per lasciare spazio al terreno calcareo arido e sassoso del terzo tratto, denominato Val Cannella, quello che, salendo continuativamente in un paesaggio carsico ed un po' lunare, porta sino alla testata della valle.

DSC03933c.jpg DSC03936c.jpg

Prima di giungervi dal fondo valle si risale un piccolo colle appena a sinistra che tra inghiottitoi e qualche apertura profonda nel terreno roccioso e sassoso porta in vista del Rifugio Ciro Manzini.

DSC_0015.jpg DSC_0017.jpg

Il gruppo, oggi composto da Lucio, Anna, Maria, Marta, Federico e Paolo, è attrezzato per il bivacco; dunque oltre alle necessarie scorte di viveri ed acqua, porta anche sacco a pelo, materassino e lampada frontale. Peso, lunghezza dell'itinerario e dislivello hanno suggerito un ritmo calmo, con brevi soste all'incirca ad ogni ora. In questo modo dopo circa 7 ore siamo giunti al Manzini.

dsc03942.jpg DSC_0022.jpg

Il rifugio è abitato in questo periodo dell'anno da un numeroso gruppo di speleologi, provenienti dai dintorni ma anche dal resto d'Italia, che annualmente si raduna qui per procedere agli scavi nella Grotta del Terzo Portone - probabilmente tra le grotte site alla quota più alta: ciononostante abbiamo trovato ospitalità e deciso di rimandare l'ascensione al M. Amaro al mattino seguente, anche per non rischiare di dover scendere di nuovo nel caso avessimo trovato il bivacco Pelino pieno.

Verso le 22:00 il cielo, che durante il giorno era andato coprendosi, ritorna completamente sereno: Federico e Marta possono andare ad esprimere i loro desideri ed ad attendere l'apparizione delle "stelle cadenti" !

DSC03961.jpg
DSC03963.jpg
DSC_0097c.jpg DSC_0101.jpg

All'alba Maria e Lucio - i fotografi ai quali dobbiamo la più parte di queste immagini - sono già in piedi: lo spettacolo del sorgere del sole da qui è imperdibile. Tra l'altro il tempo è splendido ed il vento, immancabile su queste creste, è incredibilmente appena percettibile.

DSC03965.jpg DSC_0109.jpg

Una piccola colazione per predisporre le energie necessarie e siamo già sul sentiero di collegamento con il sentiero n. 1, (dal Rif. Pomilio a Campo di Giove) che sale sulla cresta terminale. Da qui si aprono panorami mozzafiato: il M. Tre Portoni, il M. Rotondo, Cima Pomilio (detta anche Punta Elmetto), il M. Focalone, il M. Acquaviva verso Nord; il Monte S. Angelo, il mare, la Val Cannella, Piano Amaro, l'altipiano Valle di Femmina Morta, il M. Porrara verso Est e Sud; ad Ovest il M. Pizzalto, il M. Rotella la piana di Sulmona con il M. Genzana, Passo S. Leonardo con dietro il Morrone; e verso Nord-Ovest la piana del Fucino, Velino e Cafornia, Sirente ed il Gran Sasso, con le cime maggiori (Corno Grande, Prena e Camicia) sullo sfondo e la catena sud-orientale in primo piano (M.Picca, M. Cappucciata, M.Bolza). È una terrazza sull'Abruzzo: sembra di stare su un piccolo aereo da turismo !

DSC_0103.jpg DSC_0111.jpg

E lo spettacolo continua se vinciamo la tentazione di osservare i lontani e guardiamo invece ai nostri piedi: si apre un meraviglioso microcosmo di fioriture piccolissime (quest'anno venute su nonostante la scarsissima acqua !) tra cui la stella alpina appenninica.

DSC_0113.jpg DSC_0114c.jpg
DSC_0115c.jpg DSC_0118.jpg

Siamo in vetta: ci godiamo il momento faticosamente guadagnato, il sole splendido e la solitudine - insolitamente il biv. Pelino è deserto ! - e poi ci dirigiamo all'attacco della Direttissima (Rava Giumenta Bianca). Giunti sul limitare del canale un po' per l'ombra che ancora vi regna, un po' per lo spessore dei ghiaioni, che sembra a tratti sottile, ci spostiamo sul canale immediatamente a Sud, che sembra avere comodi ghiaioni praticamente ininterrottamente sino al bosco. La discesa è divertente e rapida; forse soltanto il tratto del bosco, a causa della stanchezza accumulata, ci sembra un po' lungo.

DSC_0122.jpg DSC_0131.jpg
DSC_0140.jpg DSC03967.jpg
DSC_0144.jpg DSC_0145.jpg

Ne usciamo in corrispondenza di Fonte Fredda, dalla quale rapidamente raggiungiamo il Rif. Celidonio. Qui siamo attesi da Cesare, Francesca e Luigi, che ci aiutano a completare la traversata, riportandoci con le auto sino alle Gole di S. Martino.

DSC_0151.jpg DSC_0152c.jpg
 
« Settembre 2010 »
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
30 31 1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 1 2 3