Club Alpino Italiano - Sezione di Pescara - L'Anello della Valle di S. Spirito
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L'Anello della Valle di S. Spirito - Escursione del 6-5-07 PDF Stampa
domenica 13 maggio 2007
Indice articolo
Escursione del 6-5-07
Escursione programmata: Sentiero dei Carbonai

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L'escursione di domenica 6 maggio è stata in parte condizionata dal tempo nebbioso e con minacce di pioggia, che ha determinato la riduzione dell'itinerario al tratto che dall'Abbazia di S. Spirito raggiunge, attraverso il bosco, la testata della valle, il Cucchiaio, come è chiamata, dove si trova una delle sorgenti del corso d'acqua non captate dall'acquedotto. (Dell'itinerario originario si possono vedere le foto scattate ieri nella pagina 2 ).

Da lì il gruppo ha proseguito risalendo in prossimità della strada che proviene da Roccamorice fin sull'area pic-nic di Fonte Tettone, dove ha effettuato una breve sosta.

06-05-07_cai_valle_di_s.spirito_030.jpg Durante il tragitto G. Di Profio ha illustrato ai partecipanti le caratteristiche salienti del bosco di faggi, mostrando le piante che comunemente popolano il sottobosco e le innumerevoli varietà di fiori, tra cui una bellissima orchidea selvatica.

06-05-07_cai_valle_di_s.spirito_054.jpg Durante il veloce itinerario di ritorno ci siamo avvicinati alla sorgente per fotografarla prima di procedere alla discesa verso l'Abbazia. Il sottobosco era reso viscido dalla pioggia recente e le foglie morte macerate lungo il sentiero emanavano il loro odore intenso e particolare. Lungo l'itinerario diversi ruscelli dai due lati si gettavano nel corso d'acqua principale che scorreva rapido con frequenti salti e raccogliendosi di tanto in tanto in pozze più profonde.

06-05-07_cai_valle_di_s.spirito_018.jpgAll'arrivo all'Abbazia i gitanti erano attesi da un assessore del Comune di Roccamorice che gentilmente aveva predisposto la possibilità di effettuare una visita del suo interno, molto gradita dai partecipanti. La visita, infatti, in questo periodo è cosa piuttosto rara e difficile per il fatto che l'Abbazia è data in concessione ad un privato - peraltro non residente in Abruzzo - col quale l'Amministrazione sta procedendo ad una chiarificazione del rapporto. Quindi nonostante la normale grande affluenza di turisti dobbiamo credere che gli odierni stavano godendo di un particolare privilegio.

06-05-07_cai_valle_di_s.spirito_077.jpg L'assessore ha illustrato la storia dell'Eremo - Abbazia, sorto prima dell'anno mille in un luogo ove esisteva già un altare pagano, sorte condivisa con una gran parte degli altri eremi in cui il culto cattolico ha soppiantato uno precedente, come per esempio è accaduto per il culto di S. Michele, derivato da quello di Ercole della cultura italica preromana. La sua storia ha toccato il massimo dell'importanza a metà del secolo XIII, nell'epoca di Pietro Angeleri, divenuto Papa Celestino V, il papa del gran rifiuto, epoca in cui faceva parte, e vi era certamente collegato, di tutta la rete di eremi in qualche modo voluti o ricostruiti da Pietro: quelli più vicini, S. Bartolomeo in legio, S. Giovanni all'orfento, e i più lontani come quello di S. Onofrio di Serramonacesca, presso l'Abbazia di S. Liberatore per terminare sull'ultimo celestiniano, quello di S. Onofrio al Morrone, anch'esso sorto sulle vestigia del tempio di Ercole Curino.

06-05-07_cai_valle_di_s.spirito_074.jpg Nei secoli XV e XVI l'eremo è stato abbandonato, fin quasi al 1586, data a partire dalla quale la vita religiosa rifiorì. In quest'epoca fu definito l'assetto della parte bassa, comprendente la chiesa, la sagrestia ed i locali abitativi restrostanti. Di questo periodo è anche il rifacimento dell'ingresso della chiesa, la "Porta Coeli" da parte del Santucci. All'opera di Pietro Cantucci da Manfredonia dobbiamo invece la costruzione della "Scala Santa", che conduce all'oratorio di S. Maria Maddalena. Nel periodo di massimo splendore il complesso poteva ospitare fino a cento monaci, dell'ordine dei celestiniani, naturalmente.

L'eremo ha dunque subito successive ri-strutturazioni che ne hanno modificato l'aspetto, fino a quella avvenuta in epoca barocca, che le ha conferito l'impronta attuale, avvenuta per opera del principe Caracciolo di San Buono, che vi aggiunse un edificio a tre piani, la foresteria, utilizzandolo probabilmente come casino da caccia.

06-05-07_cai_valle_di_s.spirito_061.jpg La sua storia è proseguita nei secoli fino allo scorso, quando si sono registrate, oltre a diverse spoliazioni di materiali riutilizzati altrove per altre costruzioni, anche vere e proprie razzie di alcuni dei particolari artisticamente più rilevanti, quali p. es. i due angeli situati originariamente sulla sommità della Porta Coeli.

Nel secolo scorso l'abbazia è stata oggetto di due interventi di restauro, avvenuti negli anni '70 e poi nei successivi anni '90, che hanno attirato anche critiche severe per non aver rispettato sufficientemente la natura del manufatto. Nonostante il rammarico per aver perduto irrimidiabilmente alcune delle sue bellezze, crediamo tuttavia che l'Abbazia conserva ancora oggi proprio nel suo indissolubile legame con l'ambiente circostante tutto il fascino di luogo dello spirito, quale fu già celebrato dal Petrarca.

 



 
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