Comunicati Escursionismo

Domenica, 18 Novembre 2018 19:07

BASILICATA E DOLOMITI LUCANE

La Basilicata esiste, diceva l’attore lucano Rocco Papaleo in un fortunato film di qualche anno fa (Basilicata coast to coast). Una piccola regione del nostro Sud molto spesso dimenticata, schiacciata com’è fra Puglia, Campania e Calabria. Eppure già i romani definivano questi luoghi “lucus a non lucendo” riferendosi agli estesi e fittissimi boschi che un tempo coprivano quella terra che per secoli si sarebbe chiamata appunto Lucania (il territorio dell’antica Lucania comprendeva in realtà l’attuale provincia di Potenza e parte del territorio del Cilento in provincia di Salerno ed in Calabria mentre l’attuale Basilicata comprende anche la zona delle colline materane e del Metaponto molto simili alla geografia della vicina Puglia).

Approfittando del ponte di ognissanti abbiamo deciso di raggiungere Potenza per recarci nelle vicine “dolomiti lucane” a percorrere due vie ferrate realizzate di recente.

Situate nell'Appennino lucano le Piccole Dolomiti lucane costituiscono il cuore dell'omonimo parco naturale regionale (che si estende alle foreste di Gallipoli-Cognato).

Sono denominate Dolomiti a ragione della somiglianza morfologica con le più famose montagne trivenete.

Sono formate da guglie di arenaria  modellate dall'azione millenaria degli agenti atmosferici, presentano cime acuminate con un'altitudine media che si aggira intorno ai 1.000, 1.100 m s.l.m.

I centri abitati principali sono Castelmezzano e Pietrapertosa, posti uno di fronte all’altro sulle scoscese pendici di queste piccole guglie dolomitiche, lungo le quali sono state realizzate due vie ferrate di moderna concezione collegate fra di loro da un lungo ponte nepalese che scavalca la piccola gola formata dal torrente Caperrino.

Si tratta di ferrate costruite di recente e che sfruttano le lisce pareti di arenaria delle dolomiti lucane con passaggi spesso in aderenza sulla roccia, piccoli ponti tibetani sparsi lungo il percorso e tratti verticali attrezzati con staffe per agevolare la progressione. Seppure non difficili in sé, escluso qualche breve passaggio, diventano impegnative se si volessero percorrere in giornata entrambe le ferrate.

Ad accoglierci al nostro arrivo abbiamo trovato due amici accompagnatori della sezione di Potenza, Rudi e Massimo, che per due giorni ci hanno fatto scoprire una Regione ai più sconosciuta ricca di storia, di paesaggi bellissimi e montagne anche difficili ed aspre.

Non ci siamo fatti mancare, a cena, una immersione nella tradizione culinaria lucana fatta di prodotti del territorio quasi sconosciuti al di fuori dei confini regionali.

Nei pochi giorni a disposizione, cercando di schivare il brutto tempo che flagellava il resto d’Italia, ci siamo concessi anche una escursione nel Canyon del torrente Platano, un percorso selvaggio a tratti impegnativo in un ambiente isolato ed aspro come molti luoghi della montagna lucana.

 Al ritorno, immancabile la sosta a Matera, per ammirare lo spettacolo dei Sassi, patrimonio mondiale dell’UNESCO e prossima capitale europea della cultura nel 2019.  

 

 

Sabato, 13 Ottobre 2018 11:33

ANELLO DELLE MAINARDE DA PRATI DI MEZZO

Domenica 30 settembre 2018

L’ultima propaggine del Parco Nazionale Abruzzo, Lazio e Molise, nel punto d’unione delle tre regioni, forma un angolo poco conosciuto alla maggior parte degli escursionisti; le Mainarde: di natura calcarea con verdi prateria d’altura e sorgenti dove ancora oggi i pastori trasferiscono, nel periodo estivo, le loro greggi.

Il gruppo montuoso ha uno sviluppo da Nord-Ovest a Sud-Est e parte dal Passo dei Monaci 1967 m (ai piedi del Monte la Meta) con cime che spesso superano i 2000 metri: la Metuccia 2105 m, Monte a Mare 2160 m, Cima a Mare 2014 m, Coste dell’Altare 2075 m, Cappello del Prete 2013 m, Monte Cavallo 2093 m, Monte Forcellone 2030 m, Monte Mare 2020 m, Monte Ferruccia 2005 m e Monte Marrone 1805 m.

Decidiamo di salire dal versate laziale poco frequentato da noi "abruzzesi" visto il lungo trasferimento in auto che occorre per arrivare al punto di partenza di Prati di mezzo, una piccola conca prativa nel territorio del Comune di Picinisco (FR).

Lasciate le auto nell'ampio piazzale prospicente un piccolo impianto da sci, si segue a piedi il sentiero N1 del PNALM che inizia sulla sinistra del parcheggio.

Si sale, tra radure e bosco, ripidamente a serpentina in direzione Nord, fino ad una selletta dove a destra c’è una piccola croce; si scende di poco verso sinistra e poi si attraversa a mezza costa a destra fino ad un pratone che si risale a destra (mantenendo sempre lo stesso senso di marcia, Nord).

In questo tratto il sentiero non è molto evidente e bisogna fare attenzione ad individuare i rari segni bianco-rossi CAI.

A quota 1560 m si supera il Vallone della Meta (proveniente da destra) e subito dopo si piega a destra (Nord-Est).

Si segue il fosso appena superato tenendolo poco in basso a destra, più in alto il sentiero diventa molto evidente grazie alle greggi che salgono a pascolare sotto il Monte la Meta, la via, molto sassosa, sembra un vero tratturo.

All’uscita dal bosco si continua a salire sulla destra della valle fino a quota 1829 m dove c’è l’incrocio con il sentiero N3 (che in direzione Nord-Ovest attraversa il Pratolungo e conduce alla Sella di Valle Lunga, 2118 m, Valico Altare-Tartaro).

Si lascia a sinistra il sentiero N3 e si continua a seguire N1 che serpeggia tra roccette e prato fino al Passo dei Monaci dove termina 1967 m (1,30 ore - ascesa 570 m).

Si piega ad Est e si segue la cresta che fa da confine tra il Lazio e il Molise precipitando con salti di roccia verso quest’ultima regione. In breve si raggiunge la Metuccia 2105 m; bisogna fare un po di attenzione perché la vetta si trova più a Nord (sinistra) rispetto al logico filo di cresta.

Ancora avanti, prima in direzione Sud, poi Est si tocca il Monte a Mare 2160 m dove c’è la possibilità di incontrare i camosci.

Si continua in direzione Sud-Est, sempre a saliscendi fino ad una ampia sella e da qui si scende verso sinistra (ovest) seguendo tracce di sentiero dirette verso la radura erbosa della testa della Valle Venafrana che si trova a quota 1758 m.

Raggiunto il pianoro si intercetta il sentiero del Parco n. N2 che si segue a destra (salita) e che ci porta sulla sella Nord del Monte Cavallo, 1850 m. Si scende dall’altra parte e si raggiunge la Fonte Fredda che sgorga sotto un enorme masso, 1681 m.

Sempre seguendo il sentiero N2 (direzione Ovest) si attraversano i prati racchiusi tra il Monte Predicopeglia e Costa della Cicogna, caratterizzati dalla presenza di massi erratici trasportati da un antico ghiacciaio.

Infine si piega a Nord lasciando il Monte Nese sulla sinistra e seguendo la pista di sci si ritorna sul Prato di Mezzo chiudendo il giro.

Alessandro

Venerdì, 29 Giugno 2018 16:32

XXIV Corso base di Escursionismo

Domenica 24 Giugno 2018

Giornata di chiusura del 24* Corso di Avvicinamento all'Escursionismo con la prova di orientamento a Passo S.Leonardo, pranzo al Rifugio di Lama Bianca e consegna degli Attestati.

Un ringraziamento è dovuto innanzitutto agli Allievi che con la loro presenza costante e appassionata hanno contribuito in modo determinante alla buona riuscita del corso.

Un grazie di cuore agli amici di sempre che non dicono mai di no quando c'è bisogno di loro: Ruggero D'aviero, Patrizia Piccoli, Elsa Tersili, Annalisa Annecchini, Agostino Angelone, Sandro Giampaolo, Paride Di Muzio, Aristide Di Fulvio, Virginia Tamburro.

Un ringraziamento speciale all'amico Gianni D'Attilio, AE onorario della sezione CAI di Pescara, all'ASE Francesco Mazzeo e, naturalmente, ai neo Titolati AE in pectore: Tina Martone, Maria Grazia Baldacci  e Nicola Caldarale, per i quali aggiungiamo i nostri più sinceri auguri di buon lavoro e buon CAI.

 

Il Presidente                                              Il direttore del Corso

Elvio Verna                                                 Alessandro Galli

 

 

 

Martedì, 22 Maggio 2018 22:41

Corso base di escursionismo - II USCITA

Domenica 20 Maggio 2018

CASCATA SAN GIOVANNI CON PARTENZA DA BOCCA DI VALLE.

SECONDA ESCURSIONE IN PROGRAMMA DEL 24° CORSO DI AVVICINAMENTO AL' ESCURSIONISMO.

 

 

Giovedì, 03 Maggio 2018 00:39

TREKKING CINQUE TERRE

 

Pescara 02 Maggio 2018

 

 

 

Scriveva Jacopo Bracelli nel 1448: "...Sorgono sulla costiera cinque terre quasi ad eguale distanza fra loro, non solo famose in Italia, ma anche presso i francesi ed inglesi per l'eccellenza del loro vino..."; e proprio ad avvallare ciò che ancora oggi costituisce un miracolo di ingegneria agricola aggiungeva: "...Cosa invero che fa maraviglia è vedere monti costieri e scoscesi che perfino gli uccelli stentano a trasvolarli, pietrosi ed aridi ricoperti di tralci così stecchiti ed esili da assomigliare piuttosto all'edera che non alla vite. Di qui vien fuori quel vino che approntiamo per le mense dei Re...".

 

Ma non solo il vino, tutto, in quell’angolo di mondo, sembra il frutto di un miracolo della natura. Si resta talmente stupefatti da tanta bellezza da avere la sensazione, a volte, che sia tutto finto. Posti incantevoli da ammirare in qualunque modo, ma per chi ama il  trekking consigliamo di seguire il nostro esempio e cioè di affrontare gli innumerevoli sentieri con segnaletica CAI che ricamano tutti i monti e le colline sovrastanti la costiera. Itinerari non difficili ma comunque faticosi se percorsi nelle giornate troppo calde.      Ne vale assolutamente la pena però: ammirare le Cinque terre dall’ alto è un’esperienza impagabile.

 

Hanno partecipato: Annalisa, Marianna, Germina, Virginia, Paola, Elsa, Manuela, Maria Grazia, Tina, Aristide, Alessandro, Elvio.

 

 

 

E.Verna

 

Lunedì, 09 Aprile 2018 23:01

Assemblea dei delegati - CAI Abruzzo

Pescara 08 Aprile 2018

 

 

E’stato per me un onore oltre che un grande piacere aver ricevuto l’incarico di pronunciare il discorso di presentazione dell’AE Onorario Gianni D’Attilio in occasione del prestigioso riconoscimento che il Club Alpino Italiano - Abruzzo ha voluto dedicare a lui, a Bruno Brancadoro e Lucio Le Donne, altre due colonne del CAI abruzzese.

Alessandro Galli,  Massimo Prisciandaro e io fummo coloro ai quali “Zio Gianni” consegnò il “testimone” per la continuità dell’ Escursionismo della sezione di Pescara.

Ripensare ai tempi vissuti da allievo provocano in me e, ne sono certo, anche nei miei colleghi, un sorriso e un moto di nostalgia. Non sono passati tantissimi anni da allora, eppure quei giorni li ricordo tutti più luminosi, anche quelli in cui il cielo era uggioso e magari beccavamo la pioggia.

Forse perché tutto ciò che appartiene al passato sembra migliore, forse perché eravamo più giovani e magari anche perché quelli furono gli ultimi anni di spensieratezza che precedettero la spaventosa crisi economica e sociale che di lì a poco sarebbe esplosa, ma non riesco a ripensare a quelle avventure senza emozionarmi.

Lo zio Gianni fu tra i primi in Italia ad intuire che l’Escursionismo, il trekking in montagna, le passeggiate sulla neve ecc. avevano delle potenzialità di sviluppo incredibili, si pensi alle innumerevoli attività professionistiche a scopo di lucro che legittimamente operano oggi Italia.

Grazie a Gianni e a pochi altri,  la figura dell’ AE (Accompagnatore di Escursionismo del CAI) conquistò prestigio e popolarità. E con gli AE il trekking in montagna divenne finalmente una disciplina codificata in seno al Club Alpino Italiano. Finalmente si cominciò ad operare con metodo e ordine e il risultato è quello che vediamo oggi: L’Escursionismo ha regalato nuova linfa vitale al CAI. La nostra associazione è di gran lunga la più grande organizzazione di ispirazione ambientalista che opera in Italia. Solo in Abruzzo siamo più di 5000 soci. Gli AE del CAI che operano oggi in Italia, attraverso oltre 800 tra sezioni e sottosezioni, ogni settimana accompagnano in sicurezza centinaia di escursionisti sui sentieri che vanno dalle Alpi alla Sicilia, in modo assolutamente gratuito e disinteressato.

Degli insegnamenti di zio Gianni noi ne abbiamo fatto tesoro e sono entrati a far parte ormai del modo di interpretare il nostro ruolo. Siamo noi ora a sforzarci di trasmette quei valori ai nostri allievi che presto diventeranno nuovi AE. Quando si impara ad andare in montagna si impara a rispettare anche le cose apparentemente più insignificanti. Si impara l’ordine, il senso della disciplina, la puntualità, il rispetto per la natura e, soprattutto, si impara ad amare le cose semplici.

A questo punto del discorso la consuetudine mi consiglierebbe di concludere con i ringraziamenti. Ma io faccio uno strappo alla regola e dico che non è giunta ancora l’ora dei saluti e dei ringraziamenti, perché non è ancora arrivato il momento di riposarsi.

Prepara lo zaino zio Gianni, perché a maggio si ricomincia.

Elvio Verna

Giovedì, 15 Febbraio 2018 21:15

Faggeta vetusta di Moricento

Domenica 11 febbraio 2018

PNALM: dal Rifugio del Diavolo alla Selva Moricento per la via Cicerana.

Un’inattesa giornata di sole, tanta neve, una numerosa compagnia, la spettacolare faggeta.

Questi gli elementi della bella escursione con ciaspole di domenica del Gruppo Escursionismo del Cai di Pescara.

Costeggiando le pendici del Monte Turchio, già frequentato da scialpinisti, abbiamo raggiunto l’ingresso della Via Cicerana seguendo la carrareccia completamente ricoperta di neve.

Per il sentiero T1 ,abbiamo raggiunto l’Eco Rifugio,  per poi avviarci nella faggeta vetusta attraverso il sentiero T5, con ritorno per la mulattiera che conduce alla fonte Cicerana;  durante la sosta abbiamo rimirato le cime del Monte Marcolano e di Rocca Genovese, già meta di precedenti escursioni.

Siamo rimasti incantati dai rami contorti dei faggi, dai licheni barbuti, dai muschi e dalla grandezza dei “patriarchi” ; il silenzio del gruppo durante l’attraversamento del bosco innevato,  sembra denotare una sensazione di riverenza nei confronti di questo ecosistema perfetto.

Nel Luglio 2017 a Cracovia, la selva di Moricento e altri quattro siti del Parco Nazionale, sono stati inseriti dall’UNESCO nella lista del patrimonio dell’umanità.

Mariagrazia Baldacci

Domenica, 05 Novembre 2017 19:05

Cascata di San Giovanni

Escursione fuori porta a pochi passi da Pescara ma sempre bella soprattutto in questa stagione con il bosco nel pieno dei suoi colori autunnali.

Percorso che da Bocca di Valle conduce alla cascata di San Giovanni e poi, con un giro ad anello, si rimonta brevemente (ma con tratto faticoso nel bosco) il costone sopra la cascata per aggirarla dall'alto e proseguire su comodo sentiero fino a Pian delle Mele.

Da qui discesa a tratti scomoda che in circa mezz'ora riporta al punto di partenza.

Foto A. Galli

Lunedì, 16 Ottobre 2017 23:12

BIVACCO BAFILE

Approfittando di una splendida giornata di ottobre insolitamente calda anche in alta quota, abbiamo percorso la ferrata che conduce al bivacco Bafile sul Gran Sasso.

Il sentiero attrezzato , recentemente risistemato e riattrezzato con nuovi cavi ed ancoraggi, è servito anche come esercitazione per alcuni iscritti al corso di escursionismo avanzato che non avevano potuto partecipare all'uscita di giugno sul Lago di Garda.

Bellissima giornata che ci ha permesso di godere di magnifici panorami sul gruppo del Gran Sasso e sulla piana di Campo Imperatore.

Foto di A. Galli e D. Rossi Principe

Martedì, 03 Ottobre 2017 23:37

Pizzo Cefalone

Escursione sul Pizzo Cefalone con partenza dalla stazione di arrivo della funivia del Gran Sasso.

Percorso abbastanza semplice con dislivello non eccessivo.

Alcuni passaggi su facili roccette nel tratto finale richiedono un pò di attenzione e passo sicuro.

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Domenica 25-11-2018
Open Day di Speleologia

Riservato ai soci CAI

Convenzione Stella Alpina