Comunicati Escursionismo

Giovedì, 17 Settembre 2020 20:49

Incontro con il CAI di Gubbio

Pescara 16 Settembre 2020

 

Due giorni straordinari all’ insegna della simpatia e dell’amicizia quelli vissuti nell’ ultimo fine settimana, in compagnia della Sezione CAI di Gubbio.

Un incontro sollecitato da Paola Mariotti, Presidente della Sezione umbra e dall’ AE Onorario della Sezione di Pescara, Gianni D’Attilio.

Sabato gli amici del CAi di Gubbio sono stati guidati sul Monte Amaro (2793 m) dagli AE Alessandro Galli, Maria Grazia Baldacci e Francesco Sulpizio.

Il percorso scelto è stato quello della Rava del Ferro che, come sappiamo, permette di raggiungere la vetta in breve tempo ma a prezzo di impegno intenso  in salita come in discesa.

Ma la Cima del Monte Amaro regala sempre una grande emozione a tutti e in particolar modo a coloro che riescono a raggiungerla la prima volta. Ed è proprio questa la sensazione che hanno provato anche i nostri amici di Gubbio.

Domenica, invece, tutti a Pescara, in un incontro conviviale che ha visto  la partecipazione del Presidente del GR Abruzzo Gaetano Falcone, splendidamente accolti dal Ristorante “ La Capannina” sul lungomare nord della nostra città. Ai proprietari vada  la nostra riconoscenza per il clima familiare, la cordialità e, soprattutto, per la splendida cucina di pesce, classica della tradizione pescarese.

Con la Presidente Paola Mariotti ci siamo ripromessi di dare naturalmente un seguito a questa novella amicizia, progettando di inserire nei nostri programmi futuri iniziative intersezionali al  fine di approfondire la conoscenza reciproca delle bellezze delle nostre regioni.

Il Club Alpino Italiano si conferma ancora una volta la casa comune di tanti uomini e donne che insieme condividono la ricerca costante di due concetti racchiusi in due parole, tanto semplici quanto universali:  bellezza e libertà.

Un grazie di cuore alla Presidente Paola Mariotti, all’ AE onorario Gianni D'Attilio, promotori di questo incontro, e a tutti gli altri partecipanti.

 

Elvio Verna

Sabato, 13 Giugno 2020 21:53

MONTE AMARO PER LA RAVA DEL FERRO

SABATO 13 GIUGNO 2020

È sempre una bella soddisfazione raggiungere il Monte Amaro, tanto più se lo si fa risalendo la Rava del Ferro che in soli 5 chilometri ti permette di superare un dislivello di oltre 1300 metri. Ricordo che un cosí alto dislivello in cosí pochi chilometri non può essere affrontato senza un adeguato allenamento.Questa volta eravamo solo in tre , io, Alessandro Galli e Annalisa Annecchini, in attesa della ripresa delle attività sezionali, prevista per domenica 21 giugno. Ma l'emozione è stata ancora più grande, perché ci siamo resi conto che era un privilegio avere la possibilità di tornare di nuovo sulla cima più ambita della Montagna Madre, dopo le tragedie della passata primavera. Ma il Monte Amaro regala sempre grandi emozioni. E tanti ricordi...

Mercoledì, 16 Ottobre 2019 17:35

ESCURSIONE MONTE MATTONE

ALCUNE FOTO DELL'USCITA DI DOMENICA 13 OTTOBRE DA VILLETTA BARREA AL MONTE MATTONE

Giovedì, 11 Aprile 2019 15:08

25° CORSO BASE DI ESCURSIONISMO

COMMISSIONE ESCURSIONISMO CAI PESCARA

 

La sezione di Pescara del CAI organizza un Corso Base di Escursionismo rivolto a tutti coloro che vogliono avvicinarsi alla montagna in maniera sicura e consapevole.

Il corso prevede una serie di approfondimenti teorici e pratici sull’uso di equipaggiamenti e materiali per l’escursionismo e nozioni di sentieristica e difficoltà dei tracciati.

Saranno anche approfondite tematiche culturali relative alla tutela dell’ambiente naturale ed alla storia del paesaggio.

Successivamente verranno illustrate le principali fonti di pericoli in montagna e le norme base di medicina e soccorso.

Verrà illustrata infine la struttura ed il funzionamento del CAI ed una breve storia dell’alpinismo.

Completeranno il corso alcune nozioni di base di topografia ed orientamento.

 

PER INFORMAZIONI CHIAMARE IL NUMERO: 085 54621

TUTTI I GIORNI DALLE 08,30 ALLE 13,30 E DALLE 15,30 ALLE 21,30

Martedì, 02 Aprile 2019 23:03

Escursione ad Anello al Lago Vivo

Domenica 01 Aprile 2019 - Escursione ad anello al Lago Vivo dal Valico di Barrea.

Partecipanti: Maria Regina, Germina, Deborah, Flaminia, Dusca, Maria Grazia, Daniela, Gabriella, Aristide, Paride, Roberto, Luciano, Dario, Americo, Lorenzo, Simone, Francesco, Alessandro, Elvio,

 

Fotografie di Deborah Ferrante, Simone di Nisio, Americo di Cioccio, Elvio Verna.

Lunedì, 25 Marzo 2019 23:44

Monte Rotella 24 marzo 2019

DOMENICA 24 MARZO 2019                                                                                                                                                                                                                                                                                                 

Prima Escursione primaverile lungo il sentiero T1 che dal centro di Rivisondoli conduce al Monte Rotella.

In 14 abbiamo sfidato questo bellissimo percorso, lungo e impegnativo, sebbene mai troppo duro.

Il monte Rotella (2129 m), che viene considerato entro il confine meridionale della Majella, è  la cima più alta di questo lungo rilievo, la cui propaggine meridionale viene invece annoverata tra le montagne del Parco Nazionale d'Abruzzo. E si può dire che la dorsale sembra nata per stare lì, quasi a voler fare da cerniera tra la montagna Madre e i  monti del Parco.

Dopo la prima salita, breve ma impegnativa, che porta al Monte Calvario (1743 m), ci si trova già a percorrere la cresta, dapprima in discesa fino agli impianti sciistici di Pescocostanzo, e poi a cavallo di un lunghissimo saliscendi, talmente lungo da non riuscire a indovinarne la cima, se non negli ultimissimi metri, quando ormai la croce di vetta appare all'improvviso, quasi insperata dopo tanto cammino.

Solo percorrendo per intero questo sentiero si riesce a comprendere la bellezza di questo rilievo, poiché l'immensità della scena a 360° che si presenta ai nostri occhi, si arricchisce di nuovi dettagli man mano che si guadagna di quota.

Fino all'apoteosi finale quando sulla vetta lo spettacolo è davvero superbo. Ma il commento migliore lo regalano le immagini allegate, catturate da alcuni compagni di avventura che voglio ringraziare di cuore.

Grazie Stefania, Simone, Marco e Pierluigi per queste bellissime fotografie.

Hanno partecipato: 

Germina, Stefania, Marianna, Alessia, Alessandra, Barbara, Simone, Marco, Donato, Pierluigi, Lorenzo, Agostino, Giuseppe, Elvio.

 

Elvio Verna

Lunedì, 11 Febbraio 2019 22:33

PASSO GODI

DOMENICA 10 FEBBRAIO 2019

Passeggiata con ciaspole da Passo Godi allo stazzo Ferroio di Scanno.

Splendida ciaspolata sulla neve circondati da un paesaggio mozzafiato lungo la valle dei campanili, passando per lo stazzo di Ziomass per proseguire poi fino allo stazzo Ferroio di Scanno.

Intorno a noi cime selvagge dal grande fascino che a volte raggiungono i 2000 m di quota, coperte dalla candida coltre. Bellissima domenica in compagnia di tanti simpatici amici.

Arrivederci alla prossima piccola avventura.

 

Commissione Escursionismo.

 

Fotografie di Simone Di NIsio, Paride Di Muzio, Pierluigi Giampietro, Marco Circosta.

 

 

 

Lunedì, 28 Gennaio 2019 20:57

Verso il Monte Secine domenica 27 Gennaio

DOMENICA 27 GENNAIO 2019.

Ciaspolata con partenza da località S. Antonio di Gamberale verso il Monte Secine immersi in un paesaggio incantevole.

Peccato per le raffiche potenti di vento che ci hanno sconsigliato di raggiungere la vetta.

Passeggiata bellissima comunque e magari da ripetere quanto prima.

Commissione Escursionismo- 

Le fotografie sono di Cesare Di Pietro, Marco Circosta e Simone Di Nisio.

 

Domenica, 18 Novembre 2018 19:07

BASILICATA E DOLOMITI LUCANE

La Basilicata esiste, diceva l’attore lucano Rocco Papaleo in un fortunato film di qualche anno fa (Basilicata coast to coast). Una piccola regione del nostro Sud molto spesso dimenticata, schiacciata com’è fra Puglia, Campania e Calabria. Eppure già i romani definivano questi luoghi “lucus a non lucendo” riferendosi agli estesi e fittissimi boschi che un tempo coprivano quella terra che per secoli si sarebbe chiamata appunto Lucania (il territorio dell’antica Lucania comprendeva in realtà l’attuale provincia di Potenza e parte del territorio del Cilento in provincia di Salerno ed in Calabria mentre l’attuale Basilicata comprende anche la zona delle colline materane e del Metaponto molto simili alla geografia della vicina Puglia).

Approfittando del ponte di ognissanti abbiamo deciso di raggiungere Potenza per recarci nelle vicine “dolomiti lucane” a percorrere due vie ferrate realizzate di recente.

Situate nell'Appennino lucano le Piccole Dolomiti lucane costituiscono il cuore dell'omonimo parco naturale regionale (che si estende alle foreste di Gallipoli-Cognato).

Sono denominate Dolomiti a ragione della somiglianza morfologica con le più famose montagne trivenete.

Sono formate da guglie di arenaria  modellate dall'azione millenaria degli agenti atmosferici, presentano cime acuminate con un'altitudine media che si aggira intorno ai 1.000, 1.100 m s.l.m.

I centri abitati principali sono Castelmezzano e Pietrapertosa, posti uno di fronte all’altro sulle scoscese pendici di queste piccole guglie dolomitiche, lungo le quali sono state realizzate due vie ferrate di moderna concezione collegate fra di loro da un lungo ponte nepalese che scavalca la piccola gola formata dal torrente Caperrino.

Si tratta di ferrate costruite di recente e che sfruttano le lisce pareti di arenaria delle dolomiti lucane con passaggi spesso in aderenza sulla roccia, piccoli ponti tibetani sparsi lungo il percorso e tratti verticali attrezzati con staffe per agevolare la progressione. Seppure non difficili in sé, escluso qualche breve passaggio, diventano impegnative se si volessero percorrere in giornata entrambe le ferrate.

Ad accoglierci al nostro arrivo abbiamo trovato due amici accompagnatori della sezione di Potenza, Rudi e Massimo, che per due giorni ci hanno fatto scoprire una Regione ai più sconosciuta ricca di storia, di paesaggi bellissimi e montagne anche difficili ed aspre.

Non ci siamo fatti mancare, a cena, una immersione nella tradizione culinaria lucana fatta di prodotti del territorio quasi sconosciuti al di fuori dei confini regionali.

Nei pochi giorni a disposizione, cercando di schivare il brutto tempo che flagellava il resto d’Italia, ci siamo concessi anche una escursione nel Canyon del torrente Platano, un percorso selvaggio a tratti impegnativo in un ambiente isolato ed aspro come molti luoghi della montagna lucana.

 Al ritorno, immancabile la sosta a Matera, per ammirare lo spettacolo dei Sassi, patrimonio mondiale dell’UNESCO e prossima capitale europea della cultura nel 2019.  

 

 

Sabato, 13 Ottobre 2018 11:33

ANELLO DELLE MAINARDE DA PRATI DI MEZZO

Domenica 30 settembre 2018

L’ultima propaggine del Parco Nazionale Abruzzo, Lazio e Molise, nel punto d’unione delle tre regioni, forma un angolo poco conosciuto alla maggior parte degli escursionisti; le Mainarde: di natura calcarea con verdi prateria d’altura e sorgenti dove ancora oggi i pastori trasferiscono, nel periodo estivo, le loro greggi.

Il gruppo montuoso ha uno sviluppo da Nord-Ovest a Sud-Est e parte dal Passo dei Monaci 1967 m (ai piedi del Monte la Meta) con cime che spesso superano i 2000 metri: la Metuccia 2105 m, Monte a Mare 2160 m, Cima a Mare 2014 m, Coste dell’Altare 2075 m, Cappello del Prete 2013 m, Monte Cavallo 2093 m, Monte Forcellone 2030 m, Monte Mare 2020 m, Monte Ferruccia 2005 m e Monte Marrone 1805 m.

Decidiamo di salire dal versate laziale poco frequentato da noi "abruzzesi" visto il lungo trasferimento in auto che occorre per arrivare al punto di partenza di Prati di mezzo, una piccola conca prativa nel territorio del Comune di Picinisco (FR).

Lasciate le auto nell'ampio piazzale prospicente un piccolo impianto da sci, si segue a piedi il sentiero N1 del PNALM che inizia sulla sinistra del parcheggio.

Si sale, tra radure e bosco, ripidamente a serpentina in direzione Nord, fino ad una selletta dove a destra c’è una piccola croce; si scende di poco verso sinistra e poi si attraversa a mezza costa a destra fino ad un pratone che si risale a destra (mantenendo sempre lo stesso senso di marcia, Nord).

In questo tratto il sentiero non è molto evidente e bisogna fare attenzione ad individuare i rari segni bianco-rossi CAI.

A quota 1560 m si supera il Vallone della Meta (proveniente da destra) e subito dopo si piega a destra (Nord-Est).

Si segue il fosso appena superato tenendolo poco in basso a destra, più in alto il sentiero diventa molto evidente grazie alle greggi che salgono a pascolare sotto il Monte la Meta, la via, molto sassosa, sembra un vero tratturo.

All’uscita dal bosco si continua a salire sulla destra della valle fino a quota 1829 m dove c’è l’incrocio con il sentiero N3 (che in direzione Nord-Ovest attraversa il Pratolungo e conduce alla Sella di Valle Lunga, 2118 m, Valico Altare-Tartaro).

Si lascia a sinistra il sentiero N3 e si continua a seguire N1 che serpeggia tra roccette e prato fino al Passo dei Monaci dove termina 1967 m (1,30 ore - ascesa 570 m).

Si piega ad Est e si segue la cresta che fa da confine tra il Lazio e il Molise precipitando con salti di roccia verso quest’ultima regione. In breve si raggiunge la Metuccia 2105 m; bisogna fare un po di attenzione perché la vetta si trova più a Nord (sinistra) rispetto al logico filo di cresta.

Ancora avanti, prima in direzione Sud, poi Est si tocca il Monte a Mare 2160 m dove c’è la possibilità di incontrare i camosci.

Si continua in direzione Sud-Est, sempre a saliscendi fino ad una ampia sella e da qui si scende verso sinistra (ovest) seguendo tracce di sentiero dirette verso la radura erbosa della testa della Valle Venafrana che si trova a quota 1758 m.

Raggiunto il pianoro si intercetta il sentiero del Parco n. N2 che si segue a destra (salita) e che ci porta sulla sella Nord del Monte Cavallo, 1850 m. Si scende dall’altra parte e si raggiunge la Fonte Fredda che sgorga sotto un enorme masso, 1681 m.

Sempre seguendo il sentiero N2 (direzione Ovest) si attraversano i prati racchiusi tra il Monte Predicopeglia e Costa della Cicogna, caratterizzati dalla presenza di massi erratici trasportati da un antico ghiacciaio.

Infine si piega a Nord lasciando il Monte Nese sulla sinistra e seguendo la pista di sci si ritorna sul Prato di Mezzo chiudendo il giro.

Alessandro

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