Lunedì, 22 Maggio 2017 22:43

Una promessa per volare In evidenza

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Una promessa per volare

“Dobbiamo organizzare i ponti che ci sono nel 2017! A Davide ho già detto quello del primo maggio, che sono 3 giorni, di andare in Veneto per fare la Spluga della Preta”. Erano i primi di dicembre e questo è il messaggio che mi mandò Il Maestro Andrea Pietrolungo; purtroppo un Fato troppo cattivo e inspiegabile non gli ha permesso di portare a termine il suo proposito, ma la sua eredità non è andata perduta.

Abbiamo deciso di perseguire il suo obiettivo, di andare dove lui avrebbe voluto portarci, di affrontare un abisso così impegnativo per la preparazione del quale lui si era speso con costanza, dedizione e amore per l’insegnamento, per la speleologia e per il gruppo. E il gruppo questa volta c’è stato: mai come in quest’occasione si è sentito forte e intenso, con la sua solidarietà reciproca e la sua coesione. La più bella eredità che il Maestro potesse lasciarci.

Abbiamo iniziato a prepararci quasi un mese prima, organizzando, grazie alla strenua determinazione dello Straniero, un incontro settimanale di pura salita su corda, nella speranza che il 130 iniziale diventasse così magicamente più corto e affrontabile; la Spluga, infatti, si presenta come una lunga sequela di alti pozzi che in pochissimo tempo e tanto divertimento e stupore conducono direttamente a molte centinaia di metri sotto terra. Il problema, ovviamente, è risalire.

Finalmente arriva il giorno della tanto agognata partenza e le condizioni fisiche non sono al massimo: c’è chi è reduce da una brutta influenza, chi ha ricevuto prescrizioni mediche di astensione dall’attività, chi è preoccupato per l’impatto con la prima stupefacente discesa di 130 m nel vuoto, ma l’entusiasmo e la determinazione non mancano, anzi, rendono il viaggio adrenalinico ed  emotivamente intenso. Appena arrivati sul posto, un meraviglioso B&B con tanto di sauna (molto poco speleo, ma molto molto apprezzato DA noi speleo), il Direttore, la Zia e il Profondista si dirigono all’ingresso della grotta per armare la prima, strabiliante, calata, in modo tale da rendere, ahimè, più veloce l’operazione dì ingresso del giorno dopo; il resto della ciurma (la Prof., lo Straniero, Marco ed Elena) si occupa, invece, della cena e dell’accoglienza degli ultimi intrepidi partecipanti all’impresa: Federico e Sara.

L’alba del 30 aprile ci accoglie con il suo tepore e ci scorta su una splendida malga assolata al centro della quale c’è l’abisso, la Preta, già pronta ad accogliere i nostri occhi; prima di avvicinarci all’armo, però, immortaliamo l’inizio dell’ “impresa” con una foto con la felpa del Maestro gentilmente prestataci dalla famiglia: il Maestro c’è e senza di lui non saremmo stati lì, in quel preciso momento. Iniziamo la lunga discesa in questa spettacolare gola tagliata da lunghe spade di sole; inizialmente i più acciaccati di noi avevano pensato di fermarsi alla base del primo pozzo, ma, una volta arrivati lì, tutti sembriamo invasi da una insolita e sansonica forza che ci spinge ad andare avanti,a proseguire la discesa. Prima di inoltrarci nella grotta, però, lasciamo, alla base del 130, sulla targa commemorativa della Preta una fotodel  Maestro, un doveroso tributo, sorridente come sempre eravamo abituati a vederlo: “ Per una volta siamo noi a portarti in grotta. Grazie Maestro. Il tuo GES”

 

Parte del gruppo arriva fino alla base del secondo pozzo, mentre un manipolo di eroi prosegue e giunge alla base del terzo dopo uno scomodo, ma pulito meandro: siamo oltre i 300 m di profondità, possiamo ritenerci soddisfatti. Iniziamo la risalita e, tra una cantata, una risata e un the caldo, l’attesa è meno pesante e la fatica meno intensa; ognuno di noi sente la presenza del Maestro: una spinta su una natica nella salita, un incitamento alla pedalata, una iniezione di energia…  il Maestro c’è, c’è nella nostra determinazione, c’è nella nostra strenua volontà di mantenere la promessa. Finalmente siamo tutti fuori e siamo tutti pervasi da una soddisfazione personale immensa: ognuno di noi ha superato limiti che prima di questa “impresa” avrebbe giudicato invalicabili e ognuno di noi ha trovato nel compagno un solido supporto e alleato. Il GES si è mosso come un solo organismo e non c’è conquista migliore per questo nuovo GES, ora  più  che mai “ GES - Andrea Pietrolungo”.

Letto 689 volte Ultima modifica il Lunedì, 22 Maggio 2017 22:51

Sabato 21-10-2017, h 19:00
GES
prenotazione sede dalle 19:00 in poi
Domenica 22-10-2017, h 08:30
cicloescursionismo VALLE DEL TIRINO IN MTB

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