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Giovedì, 25 Gennaio 2018 22:40

Un'affaccio sull'abisso Ancona! In evidenza

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Un'affaccio sull'abisso Ancona!

Il giorno 21 gennaio 2018, presso la Grotta Grande del Vento, appartenente al complesso carsico di Frasassi, nel comune di Genga (AN), un piccolo gruppo di speleologi del GES assieme ad alcuni membri del CAI di Jesi si sono recati presso le grotte di Frasassi per eseguire un rilievo e continuare l'esplorazione di un nuovo ramo. L’obiettivo però di buona parte dei partecipanti era quello di affacciarci presso l’Abisso Ancona, ovvero il salone più grande e imponente del complesso di Frasassi, scoperto nel 1971 dal gruppo speleo di Ancona, e soffermarci su come si effettua un armo in grotta, soprattutto per i meno esperti e nuovi membri del GES.

L'immagine può contenere: montagna, cielo, spazio all'aperto e natura
Il gruppo GES era composto: dallo scrivente, Alcini Federico, Stefano Evangelista noto come Mammut, Alessia Zaghini, Patrizio Palazzese, Roberto di Michele noto come il profondista, Gioia Castronaro e Davide di Berardino alias il Direttore.
I primi 5 sopra menzionati hanno raggiunto il comune di Genga la sera prima, hanno cenato nel locale di Enrica (vecchia amica di lunga data di Mammut) e poi dormito al rifugio Piero Sara, in modo da poter arrivare all’appuntamento previsto per le 9.00 al bar di Evasio belli freschi e riposati.
Arrivati puntuali all’appuntamento, nel gruppo di Jesi figuravano anche Maurizio e Mauro Bolognini tra i primi scopritori della Grotta Grande del Vento nel lontano 1971, nonché i primi scesi sul fondo dell’Abisso Ancona, rendendo ancora più pittoresca ed emozionante la giornata che si prospettava davanti agli occhi. Con attrezzatura addosso e zaini carichi di corde e moschettoni in spalla ci siamo diretti verso il punto d’ingresso, situato sul versante lungo la destra idrografica del F. Sentino delle Gole di Frasassi, raggiungibile solo dopo un impegnativo avvicinamento lungo un sentiero ripido che attraversa anche un grosso cono di detrito, alquanto pericoloso per via di un certo numero di massi instabili anche di grosse dimensioni sparsi lungo il versante, che spesso abbiamo schivato.

L'immagine può contenere: una o più persone, spazio all'aperto e natura
Una volta raggiunta l’entrata dell’antro è stato possibile ammirare una splendida panoramica del versante opposto, verso nord, dove sono ben evidenti gli spessi strati di rocce carbonatiche di un antico oceano oramai scomparso in parte spezzettati da piccole faglie normali, ben riconoscibile è anche il foro degli occhialoni, ovvero un grosso foro che si staglia nella roccia come un buco di cannone, che quasi fosse un guardiano millenario veglia impassibile sui segreti di Frasassi.
Lasciato proseguire il gruppo jesino, dove il loro intento principale era il rilievo, ci inoltriamo nel piccolo foro, della grandezza di una tana di formichiere gigante dell’Amazzonia, dove la prima cosa che si nota è il forte vento proveniente dalle viscere di quei meandri buii (non a caso venne chiamata Grotta del Vento dai suoi scopritori).

L'immagine può contenere: spazio all'aperto

L'immagine può contenere: spazio all'aperto, acqua e natura
Durante la discesa in progressione su corda, sotto l’attenta guida del Direttore, sono stati rivisti alcuni concetti fondamentali ancora poco compresi dai nuovi adepti del gruppo, come ad esempio il fattore di caduta, inoltre, si è parlato di come una grotta va armata con sicurezza e come si deve procedere nell’armo, quindi i nodi base che si utilizzano, dove quasi tutti si sono cimentati facendo anche molte domande per chiarire i molteplici dubbi. Grossi passi avanti, in materia di armo, sono stati fatti da Roberto che più degli altri ha dato sfoggio delle sue doti da uomo di grotta.
Dopo aver terminato questa piccola lezione sull’armo e aver mangiato qualcosa, siamo scesi di qualche decina di metri fino ad arrivare a un terrazzino che si affaccia esattamente al di sopra dell’Abisso Ancona, paragonabile ad una piccionaia di un grande teatro creato dalle forze della natura nel corso del tempo.

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Alcuni di noi hanno provato l’ebbrezza di montare il discensore sui circa 120 metri di corda, senza però scendere fino al fondo. Le luci delle lampade non riuscivano in maniera chiara ad illuminare tutto il salone vista la sua vastità, mentre le luci artificiali del percorso turistico erano spente, ammirarlo con tanto di luci accese forse sarebbe stato chiedere troppo!

L'immagine può contenere: una o più persone e spazio all'aperto
I primi speleo del gruppo grotte di Ancona (da qui il nome Abisso Ancona), scesero su delle scalette che all’epoca si utilizzavano per le progressioni in grotta, prima dell’avvento delle corde.
Questo punto per noi è stato il “non plus ultra” del nostro proseguimento all’interno della Grotta Grande del Vento, dopodichè ci siamo riavviati verso l’uscita risalendo lungo il percorso fatto durante la discesa. Va inoltre sottolineato che, sia durante la discesa che durante la risalita, bisognava prestare molta attenzione al distacco di materiale dalle pareti, molte rocce si trovavano in stato precario lungo dei punti critici di passaggio. Verso le 16 circa abbiamo rivisto la luce del sole che illuminava con un giallo intenso tutto il versante nord delle gole, dove spinti da una voglia di dissetarci a causa della sete che spesso attanaglia i frequentatori degli spazi poco illuminati, dopo aver disceso il sentiero fatto anche all’andata per l’avvicinamento, ci siamo diretti al bar di Egisto per la fase 4, capeggiati da Mammut, che si è rivelato sempre più un leader carismatico del gruppo, principalmente nella scelta dei locali dove cibarsi.


Alle 18 abbiamo salutato Genga e gli amici jesini e siamo ripartiti in direzione Pescara.

Federico Alcini

 

Ulteriori immagini: https://www.facebook.com/pg/ges.gruppo.esplorazione.speleo.torrentistica/photos/?tab=album&album_id=727515664119484

Letto 1551 volte Ultima modifica il Giovedì, 25 Gennaio 2018 23:03

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