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Martedì, 13 Novembre 2018 22:05

Buio...metro a Cittareale In evidenza

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Buio...metro a Cittareale

Domenica, ultimo giorno del raduno. Deserto dopo la tempesta, seduti attorno ad un tavololaccio nello stand principale mangiamo fagioli e cotiche dai ternani (che poi, come si fa a mangiare ancora dopo 4 giorni come quelli appena passati...?!? indecorosi..)

Lì, proprio alla corte ternana, parte l'idea: "domenica prossima a Cittareale!"

Ecco che mi trovo a contattare Giorgio che stava già organizzando il da fare, c'è da sistemare il rilievo facendo alcune battute del pozzo "Il Buiometro", poi ci sarà da disarmarlo.

Giorgio è fantastico, Cittareale è casa sua ed andarci con lui è sempre un piacere, scopri sempre qualche aneddoto nuovo....come del perché il pozzo da 180m che ci attende si chiama Buiometro. Un nome nato da un fantomatico attrezzo dedicato alla misura del buio :) scherzo fatto ad imberbi speleo qualche anno addietro, durante un corso.

Il buio comunque su quel pozzo è veramente tanto, alto, parecchio, largo, con la sua forma ad otto, con la sua imponente parete calcarea maculata da strisce di selce nera. Dovunque ti trovi al suo interno non ne vedi l'inizio ne la fine. L'eco delle esclamazioni si risente per tutta la sua lunghezza, collegando noi piccoli speleo che distanti stiamo provando le stesse sensazioni.

Un passo indietro: è finalmente domenica, purtroppo qualcuno è rimasto a casa, non possiamo essere in troppi oggi, il Buiometro scarica sassi ed in tanti su quel pozzo non possiamo essere. Giorgio ci aspetta già pronto, tuta addosso. Noi abbiamo riunito la carovana (Roseto, Porto Recanati, Civitanova,...) e tutto sommato non troppo in ritardo percorriamo la sterrata che porta all'inizio del sentiero (se sentiero si può chiamare).

Entriamo in grotta che non sono le dieci e scaglionati scendiamo verso l'attacco del Buiometro. Giorgio va avanti, patrizio lo segue, io faccio da tramite fra la testa e la coda beccandomi gli insulti di Gioia che, assieme a  Bob e Giovà cercano di seguirci, non conoscendo la strada.

Superata la galleria nera, ecco la sorpresa, il pozzo non c'è più!

Giorgio non lo trova, giriamo, cerchiamo, vaghiamo, ed alla fine la rilevazione: "abbiamo sbagliato strada!"

Vabbé, abbiamo un piano alternativo, scenderemo dal "ramo degli assassini", dove siamo, per arrivare alla base del pozzo. Nome più adatto a questa via non c'è, dato che sento minaccioso il fiato sul collo di Bob e Giovà a cui avevo promesso..."faremo un giretto tranquillo, potete girare i tacchi quando volete". Invece i tacchi tocca portarli al fondo e la strada per l'uscita diventa obbligata.

Ora è Gioia ad andare avanti, giù per questo ramo, che riserva una splendida calata nel vuoto di circa 40 metri, poi alla sua base incontriamo la prima risalita, inizio della lunga arrampicata su per il buiometro. Lì, Io vado avanti in risalita per cambiare le prime due corde, le pareti sono lame affilate, gli armi pochi e mal posizionati, ma davvero chi ha armato non poteva fare di meglio. Le corde si lesionano facilmente e per salire in sicurezza cambiarle è obbligatorio (nei piani iniziali avremmo dovuto scenderlo il pozzo e fare questo lavoro dall'alto, ma un agnello sacrificale che risalga sulle vecchie ora ci vuole). La prima parte è bagnata, lo stillicidio è quasi piacevole.

Gioia e Giorgio preparano per il rilievo, Patrizio mi segue, i due Assassini prima vorrebbero tornare per il ramo da cui siamo venuti, poi non conoscendo bene la strada decidono a malincuore di seguirci lungo l'interminabile ascensione.

Saliamo uno sopra l'altro, i tiri di corda sono lunghi, e la 9 mm si allunga e assottiglia sotto il nostro peso. Si cammina lungo la parete stando sulle punte....in pochi hanno percorso questo pozzo e tanti sono i frammenti di roccia instabili che si staccano dai nostri piedi. Lo stare tutti in fila sulla stessa verticale non aiuta e Giovà si becca un bel sasso su braccio e gamba....un eco rimbomba su e giù per il pozzo (il contenuto ve lo la lasciamo immaginare).

Dopo vari tiri siamo all'uscita del pozzo, una corda tesa tesa all'ultimo frazionamento nel vuoto toglie le ultime energie a chi di noi cerca un modo di far passare il croll. Attendiamo appollaiati in uno stretto cunicolo nel baratro che arrivino tutti, ma soprattutto Giorgio che sa la strada. Il freddo intenso, la fatica e la lunga attesa cominciano a fare un brutto effetto sul morale, ma ecco che Bob scarta il suo telo termico (rinominato ferrero rocher per l'occasione) ed in poco tempo riprendiamo temperatura e morale.

Gioia e Giorgio arrivano, ci dividiamo le sacche (Giovà e Giorgio ne hanno due a testa avendo disarmato il pozzo) e via verso l'uscita.

Le risalite non sono finite, ci attendono i pozzi Praga, e chi di noi è risalito con due sacche è piuttosto cotto. Ma ci si aiuta, ci si incoraggia, una pacca sulla spalla e l'uscita è più vicina.

Alla fine sono il primo a rivedere.....il buio (ancora), ma la luna mi fa capire che sono fuori, veramente. Celo stupendo, sereno, pieno di stelle. Fra gli alberi qualche animale notturno si sta muovendo, ma non ho tempo per lui. Mi giro ed assieme a Giovà che nel frattempo è arrivato, caliamo una corda per il recupero delle sacche e dare un piccolo sollievo a chi sotto al pozzo di uscita sta arrivando.

Tiriamo su tutto il materiale, comprese le corde ed i moschi che armavano il pozzone e finalmente ci incamminiamo giù verso le auto.

E' tardi, qualcuno l'indomani deve alzarsi presto, ma non possiamo dire di no all'invito di Giorgio...ed ecco che ci ritroviamo attorno ad un tavolo a mangiare e bere e ridere della fantastica giornata (spettacolare la grigia che gli amici dell'agriturismo "il Ceppo" ci hanno messo su in pochi minuti!).

Pancia piena, cuore pure, si ritorna finalmente verso casa. Vi risparmio il racconto dei canti in auto, vi basti sapere che "Comprami" di Viola Valentino è il pezzo più sobrio intonato dall'allegro gruppetto (per chi volesse contestualizzare meglio: https://youtu.be/lNlAXvEk1Nw)

 

Letto 400 volte Ultima modifica il Mercoledì, 14 Novembre 2018 09:54

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