Comunicati

×

Avviso

There was a problem rendering your image gallery. Please make sure that the folder you are using in the Simple Image Gallery Pro plugin tags exists and contains valid image files. The plugin could not locate the folder: media/k2/galleries/583
Domenica, 24 Febbraio 2019 18:51

I GROTTONI DI CALASCIO (AQ) In evidenza

Scritto da  Stefano Evangelista
Vista sull'area carsica Vista sull'area carsica

Questa domenica ci siamo recati in esplorazione presso un’area particolarmente interessante che era stata notata riscendendo da Calascio verso la Piana di Navelli. A suscitare il nostro interesse erano state le notevoli cavità ben visibili dalla strada.

La zona è a pochi chilometri da Calascio (AQ), sul versante esposto a Sud del Colle Duro con una latitudine di circa 650 s.l.m.

I “grottoni” si trovano in calcari facenti parte della piattaforma carbonativa, intensamente fratturata dai movimenti tettonici, tanto da risultare una breccia calcarea con blocchi di dimensioni di diverso spessore.

Prima di partire per la nostra escursione, e prima ancora di venire a conoscenza del sito, abbiamo provato a documentarci se nella zona erano state già fatte esplorazioni, ma a tal riguardo non abbiamo trovato alcuna informazione, quindi anche senza molte informazioni decidiamo di partite.

Arrivati sul posto si nota subito un’antica presenza  di attività pastorali e agricole, che hanno saputo sfruttare le particolarità del terreno antropizzandone le cavità naturali.

Piccole rimesse o stalle scavate nel terreno sono facili da trovare.

Lasciamo la macchina e iniziamo a percorre una strada sterrata che attraversa degli uliveti ormai abbandonati.

In poco più di una decina di minuti ci troviamo davanti all’ingresso della grotta principale.

Ampia e maestosa si apre davanti a noi come un grande portone. 

Basta entrare per capire che non siamo i primi.

Un grande salone di circa 40 metri quadrati si trova all’interno. Ha due piccole entrare secondarie a valle e a monte.

Procediamo quindi ad esplorare l’interno in cerca di qualcosa di “speleologiacmente interessante”.

Purtroppo queste prime ricerche non conducono a nulla di interessante.

Allora le ricerche si spostano all’erea esterna.

Basta spostarsi di qualche metro a valle, e scopriamo un altro sgrottamento. Capiamo che questo è uno dei siti abruzzesi più importanti a livello archeologico.

All’interno di questa cavità è presente una targa che descrive bene dove ci troviamo:

Il sito, come dicevamo è un grande riparo sotto roccia, con una vasta caverna comunicante, esplorato e scoperto da Fulvio Giustizia nel 1978, fu in seguito oggetto di una campagna di scavo della Università di Pisa. Migliaia di reperti vennero alla luce e furono esaminati dal prof. Antonio Mario Radmilli, ordinario della cattedra di Paleontologia dello stesso Ateneo.
I Grottoni di Calascio furono riconosciuti come depositi in grotta del Paoleolitico Medio in Abruzzo, afferenti ad un accampamento di caccia dell’uomo di Neanderthal. Dalla natura del terreno, dalla tipologia degli strumenti in selce, dall’avifauna, microfauna e macrofauna cacciata, si dedusse che i neanderthaliani si erano accampati nel sito, a più riprese, nelle stagioni estive, durante il primo freddo della ultima glaciazione Wurmiana, quando nel riparo, a quota 670 m, si toccavano temperature vicine a quelle attuali sui 1500 – 1600 m a Campo Imperatore.
Il deposito archeologico, ricco di focolari sovrapposti, regalò un tesoro di selci lavorate e di ben 60.000 frammenti di ossa animali. Insieme a resti di camoscio, cervo, uro, cavallo selvaggio, iena e leopardo delle caverne, raccolti e catalogati, conservati oggi a Pisa, si rinvenne persino una testa di femore di un giovane Homo Neanderthalensis di circa 13-14 anni, il più antico in Abruzzo (forse investito dal crollo di una parte della tettoia rocciosa).

Non ci perdiamo d’animo, le ricerche continuano su tutto il vallone sottostante.

L’area è vasta e comunque promette bene.

Alcuni, sopra di noi, per trovare nuove cavità usano mezzi poco convenzionali.

Giriamo per diverse ore ma senza i frutti sperati. La notte inizia a calare e con lei anche il freddo.

Decidiamo di ripartire, felice di aver scoperto qualcosa che comunque non conoscevamo.

 

Un saluto dal preistorico

 

P.s. : Comunque torneremo

 

Letto 370 volte Ultima modifica il Domenica, 24 Febbraio 2019 19:06

Galleria immagini

{gallery}583{/gallery}

Nessun evento

Riservato ai soci CAI

Convenzione Stella Alpina